Riciclato, riciclabile, riciclabilità
Tre parole simili, tre concetti diversi. Ecco cosa cambia davvero.
Sembra un gioco di parole o uno scioglilingua, ma dietro a queste parole simili e spesso usate come sinonimi si nascondono significati ben distinti.
Il termine riciclato sta a indicare quei materiali che hanno già attraversato un ciclo di recupero, ovvero che derivano, in tutto o in parte, da rifiuti trasformati per diventare nuova materia prima. In altre parole, un materiale riciclato ha già avuto una prima vita e ora ne sta vivendo una seconda.
Riciclabile indica un materiale che potrebbe essere riciclato a fine uso. Ma “riciclabile” non vuol dire automaticamente che quel materiale “verrà riciclato”. Perché il riciclo avvenga servono infrastrutture adeguate, sistemi di raccolta efficienti e regole locali compatibili.
È proprio qui che entra in gioco la riciclabilità, che misura quanto un prodotto o un imballaggio sia più o meno complicato da riciclare nei sistemi di raccolta disponibili.
Materiali semplici e facili da separare hanno più chance di recupero. Confezioni multistrato o composte da più elementi richiedono invece processi più complessi e spesso, hanno meno possibilità di essere recuperate.